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SEMPRE PRIGIONIERO
Mosso e agitato il fiume della vita,
portando dietro tutta la sua storia,
va impetuoso al mare della morte
il cui abbraccio annulla ogni memoria.
Qui da un oscuro obliare circuìta
l’acqua sua torna, e scava altro sentiero,
come comanda la fatale sorte
al fiume che ne è sempre prigioniero.
Cieca essa scende, e sale, e torna ancora:
anima avvinta, stretta alle catene,
patendo del creato il freddo inverno.
Fin quando vede; e qui mercede implora,
appreso dove alligna il sommo bene:
nell’Essere immutabile ed eterno.
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